Il lago di Como visto dall'alto da un sentiero sopra Veleso, tra prati autunnali e montagne che scendono a picco sull'acqua
Lago di Como dal sentiero per il Monte Colmenacco — foto: Mario Falcetti · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Lo chiamano lago di Como, ma chi ci vive usa spesso il suo nome antico: Lario, dal latino Larius. È un lago dalla forma inconfondibile, profondissimo, stretto tra montagne che scendono a picco sull'acqua e attraversato ogni giorno da venti regolari che i pescatori e i velisti conoscono per nome. Capire com'è fatto aiuta a orientarsi, a scegliere le gite e perfino a prevedere quando il lago sarà calmo come uno specchio.

Una Y rovesciata

Visto dall'alto, il Lario disegna una grande Y capovolta. Il tratto superiore, l'alto lago, scende da nord verso sud fino al promontorio di Bellagio; qui, alla Punta Spartivento, l'acqua si divide in due rami: quello di Como a sud-ovest e quello di Lecco a sud-est. Come suggerisce il nome, è anche il punto in cui i venti che percorrono i bacini si dividono.

I numeri danno l'idea delle dimensioni: circa 145 chilometri quadrati di superficie, che ne fanno il terzo lago italiano dopo il Garda e il Maggiore, e un perimetro di circa 170 chilometri di costa. La lunghezza da Como all'estremità settentrionale supera i 45 chilometri, mentre la larghezza resta quasi ovunque contenuta, il che spiega quella sensazione di "fiordo" che colpisce chi lo naviga per la prima volta.

Il lago più profondo d'Italia

Il Lario è il lago più profondo d'Italia: in alcuni punti il fondale supera i 400 metri. Poiché la superficie dell'acqua si trova a poco meno di 200 metri sul livello del mare, il punto più profondo scende ben al di sotto del livello del mare, un fenomeno che i geografi chiamano criptodepressione.

Questa profondità è figlia della sua storia geologica. Il bacino nasce da antiche e profonde valli fluviali, poi rimodellate durante le glaciazioni del Pleistocene dal grande ghiacciaio dell'Adda, che scendendo verso la pianura scavò e allargò le valli. Il risultato sono i versanti ripidi e le acque scure che caratterizzano soprattutto il ramo di Como.

L'Adda e i tre rami

Il fiume Adda è insieme il principale immissario e l'unico emissario del lago: entra a nord, dopo aver attraversato la Valtellina, ed esce a sud dal ramo di Lecco per proseguire verso il Po. Il ramo di Como, invece, non ha uscita: è un braccio chiuso, e questo spiega perché, nei periodi di piena, è la città di Como a vedere l'acqua salire fino al lungolago.

Ogni ramo ha il suo carattere e i suoi paesi:

  • Ramo di Como: sulla sponda occidentale Cernobbio, Moltrasio, Argegno e la Tremezzina, con Lenno e Tremezzo; su quella orientale Torno e Nesso.
  • Ramo di Lecco: è "quel ramo del lago di Como" con cui Alessandro Manzoni apre i Promessi Sposi; sulla sponda orientale si incontrano Abbadia Lariana, Mandello del Lario e Lecco, dove il lago torna a essere fiume.
  • Centro lago e alto lago: dove i tre rami si incontrano si affacciano Bellagio, Menaggio e Varenna; più a nord Dongo, Gravedona e Domaso sulla sponda occidentale, Bellano, Dervio e Colico su quella orientale, verso la Valtellina e la Valchiavenna.

Nel ramo di Como, davanti a Ossuccio, si trova anche l'unica isola del lago, l'Isola Comacina, ricca di storia medievale.

Breva e tivano: i venti che scandiscono la giornata

Il Lario ha due venti principali, così regolari da essere quasi un orologio. La breva soffia da sud durante il giorno: nasce dal riscaldamento della pianura e risale il lago nelle ore centrali e pomeridiane, soprattutto nelle giornate serene, increspando l'acqua e facendo la gioia di velisti e kitesurfer nell'alto lago. Il tivano soffia invece da nord, nelle ore notturne e del primo mattino, quando l'aria fresca delle montagne scende verso valle.

Il risultato pratico è semplice: chi cerca il lago più calmo, per una foto riflessa o un giro in barca tranquillo, trova spesso le condizioni migliori di primo mattino o al tramonto. D'estate, in caso di temporali, si alzano anche venti improvvisi e più pericolosi, per cui chi noleggia un'imbarcazione deve sempre informarsi sulle condizioni meteo.

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