Como è conosciuta per il lago e le ville, ma chi alza lo sguardo dalle rive scopre una città di pietra con una storia lunghissima. Il centro storico conserva ancora la forma della città romana, racchiusa in un perimetro di mura medievali in gran parte sopravvissuto, e dentro e fuori da quel recinto si trovano alcune delle chiese romaniche più importanti della Lombardia. Ecco un itinerario a piedi per leggere questa Como più antica, tappa dopo tappa.
La città murata: una pianta che viene da Roma
La Como che vedete oggi nasce intorno al 59 a.C., quando Giulio Cesare rifondò l'abitato come Novum Comum, sulla piana affacciata al lago. Le strade del centro seguono ancora il reticolo regolare dell'impianto romano, ed è per questo che la città murata si attraversa con facilità, quasi a scacchiera.
Le mura che vedete oggi sono invece medievali. Nel 1127, al termine di una lunga guerra con Milano, Como fu distrutta; la ricostruzione avvenne nella seconda metà del XII secolo con l'appoggio dell'imperatore Federico Barbarossa, seguendo il tracciato antico. Ne sopravvive circa il 70% del perimetro, e il tratto meridionale, lungo viale Cattaneo, è il più completo: percorrerlo a piedi è il modo migliore per capire quanto fosse compatta la città.
Le torri: Porta Torre, San Vitale e Torre Gattoni
Il simbolo della cinta è Porta Torre, in piazza Vittoria, costruita nel 1192 a difesa dell'ingresso principale verso Milano. Alta 34 metri, ha una caratteristica curiosa: il lato esterno è massiccio, mentre quello rivolto verso la città era alleggerito da ordini di arcate. Era una scelta militare precisa: se un nemico fosse riuscito a occupare la torre, si sarebbe trovato esposto ai colpi dei difensori dall'interno. È considerata uno degli esempi più interessanti di architettura militare romanica in Italia.
Lungo il perimetro si incontrano altre due torri superstiti: la Torre di San Vitale, del Trecento, e la Torre Gattoni, a pianta pentagonale, legata alla memoria di Alessandro Volta, che secondo la tradizione la utilizzò per alcuni suoi esperimenti.
San Fedele, nel cuore della città antica
Nella piazza omonima, al centro della città murata, sorge la Basilica di San Fedele. Sul luogo esisteva già una chiesa paleocristiana dedicata a Sant'Eufemia; la ricostruzione romanica cominciò dal 1007 e la dedicazione a San Fedele, martire dei primi secoli, seguì il ritrovamento di quella che si riteneva la sua tomba.
Il dettaglio da non perdere è la zona absidale trilobata, con le absidi che si aprono come un trifoglio attorno al presbiterio: un modello caratteristico del romanico lombardo. La facciata è invece una ricostruzione neoromanica del 1914, che ha conservato un rosone dei primi del Cinquecento. All'interno, accanto agli affreschi medievali, si notano due leoni stilofori di reimpiego.
Sant'Abbondio, il capolavoro fuori le mura
Uscendo dal recinto verso sud si raggiunge la Basilica di Sant'Abbondio, il monumento romanico più celebre di Como. Sorge dove nel V secolo esisteva una basilica paleocristiana dedicata ai Santi Pietro e Paolo; i monaci benedettini, insediati qui dal 1010, la ricostruirono e la chiesa fu consacrata nel 1095 da papa Urbano II.
All'esterno colpiscono i due campanili gemelli ai lati del coro, una soluzione eccezionale nell'Italia centro-settentrionale, che rivela influssi del romanico d'Oltralpe. All'interno, il presbiterio custodisce uno dei cicli di affreschi del primo Trecento meglio conservati della Lombardia, con le storie della vita di Cristo, attribuiti a un artista anonimo noto come Maestro di Sant'Abbondio. L'antico monastero, restaurato, ospita oggi sedi dell'Università dell'Insubria.
Il Castel Baradello, sentinella sulla collina
Per chiudere l'itinerario serve un po' di cammino. Sulla collina che domina la città da sud, a circa 430 metri di quota, si alza la torre del Castel Baradello, una torre quadrata romanica alta 28 metri. Le prime difese risalgono al VI-VII secolo, ma la fama del castello è legata al Barbarossa, che lo fece rafforzare intorno al 1158 e vi ospitò la corte imperiale. Qui, nel 1278, morì Napo Torriani, signore di Milano, dopo mesi di prigionia. Nel 1527 gli spagnoli demolirono quasi tutte le strutture: si salvò solo la torre.
Oggi il castello è di proprietà comunale e si trova nel Parco Spina Verde. L'accesso è pedonale: dalla zona di Camerlata si sale lungo un sentiero sterrato facile, in una ventina di minuti. L'apertura è stagionale; per giorni e visite guidate verificate il sito del Parco Spina Verde.
- Città murata: Porta Torre, viale Cattaneo, Torre di San Vitale
- Basiliche: San Fedele in centro, Sant'Abbondio appena fuori dalle mura
- Castel Baradello: sentiero da Camerlata, panorama sulla città e sul lago
Partire da Angel's House
Questo itinerario si presta a essere fatto con calma, in una mattina o in una giornata intera aggiungendo il Baradello. Da Angel's House, in un edificio storico che un tempo era un convento di suore, la Basilica di San Fedele e il Duomo sono a circa 700 metri, e il centro storico si raggiunge in pochi minuti a piedi: potete uscire, entrare nella città murata e tornare a riposare senza mai prendere l'auto.
Vivi Como da Angel's House
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