L'estate comasca si chiude con una festa che appartiene profondamente alla città: il 31 agosto Como celebra Sant'Abbondio, il suo patrono. È una ricorrenza che mescola celebrazioni religiose, fiera e tradizioni popolari, e che ruota attorno a uno dei monumenti romanici più belli della Lombardia. Ecco chi era il santo e come vivere la festa.
Chi era Sant'Abbondio
Abbondio nacque a Tessalonica, l'odierna Salonicco, e aveva origini bizantine: pur portando un nome latino, veniva dal mondo dell'Oriente cristiano. Fu il quarto vescovo di Como, alla guida della diocesi intorno alla metà del V secolo, dopo Sant'Amanzio.
La sua figura ha un rilievo che va oltre la storia locale. Nel 450 papa Leone Magno lo inviò come legato a Costantinopoli, dove contribuì a far accettare il Tomus ad Flavianum, documento teologico centrale nelle dispute del tempo. Tornato in Occidente, nel 451 partecipò al sinodo di Milano che aderì alla linea del Concilio di Calcedonia. Si dedicò poi all'evangelizzazione delle valli alpine di una diocesi vastissima, che comprendeva anche parte dell'attuale Svizzera. Morì intorno al 468. La Chiesa universale ne fa memoria il 2 aprile, mentre la diocesi di Como lo celebra solennemente il 31 agosto. Oltre che di Como e della sua diocesi, è compatrono della diocesi di Lugano.
La basilica che porta il suo nome
Il luogo simbolo della festa è la Basilica di Sant'Abbondio, appena fuori dalle mura medievali. Sorge dove nel V secolo esisteva una chiesa paleocristiana dedicata ai Santi Pietro e Paolo. Dal 1010 vi si insediarono i monaci benedettini, che ricostruirono la chiesa in forme romaniche: fu consacrata nel 1095 da papa Urbano II.
Guardandola dall'esterno, colpiscono i due campanili gemelli ai lati del coro, una soluzione rarissima nell'Italia centro-settentrionale. All'interno, l'abside custodisce un ciclo di affreschi con le storie della vita di Cristo, realizzato nel primo Trecento da un pittore anonimo chiamato Maestro di Sant'Abbondio: è considerato uno dei cicli di quel periodo meglio conservati in Lombardia. L'ex monastero accanto alla chiesa ospita oggi sedi dell'Università dell'Insubria.
Come si festeggia il 31 agosto
Le celebrazioni religiose si concentrano tra la basilica e la Cattedrale. Nei giorni della festa la basilica accoglie messe e momenti di preghiera, e alla vigilia il vescovo rivolge tradizionalmente un messaggio alla città; il 31 agosto la messa solenne presieduta dal vescovo si celebra in Duomo.
Attorno alla ricorrenza si svolge anche la fiera patronale, che nei giorni precedenti il 31 agosto anima la zona della basilica. Tra gli appuntamenti che ricorrono più spesso:
- stand gastronomici con piatti della cucina lariana e pesce d'acqua dolce;
- l'esposizione di animali e il mercato agricolo lungo viale Cattaneo, sotto le mura;
- visite guidate alla basilica, a volte con accesso a spazi solitamente chiusi;
- concerti in basilica e nelle chiese del centro.
Anche il Palio del Baradello, la rievocazione storica di settembre, rende omaggio al patrono con la consegna di un cero votivo alla basilica. Programma, orari delle celebrazioni e iniziative cambiano ogni anno: verificateli sui canali del Comune di Como e della Diocesi di Como.
Una buona occasione per scoprire Como a fine estate
La fine di agosto è un periodo piacevole per visitare la città: le giornate sono ancora lunghe, il lago è pienamente vissuto e la festa offre un'occasione per vedere Como dal punto di vista dei comaschi. Dalla basilica si può proseguire verso la città murata, passando per Porta Torre, e arrivare in pochi minuti al Duomo e al lungolago.
Per molti visitatori, concentrati sul lago, la festa è anche l'occasione per scoprire una parte di Como spesso trascurata: l'area attorno a Sant'Abbondio, con l'ex monastero oggi universitario, e il tratto meridionale delle mura lungo viale Cattaneo, il più completo dell'intera cinta. Una passeggiata che unisce in poche centinaia di metri il romanico, il Medioevo comunale e la vita quotidiana della città.
Dormire vicino ai luoghi della festa
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